Vorrei condividere con i lettori della nostra rubrica un’interessantissima conferenza sulla relazione tra permeabilità intestinale e malattie neurodegenerative.

La ricerca è sempre più interessata a definire quali siano i meccanismi che intervengono nello sviluppo del deficit cognitivo, che pare interessare un pubblico sempre più vasto e sempre più giovane. Ebbene i disturbi intestinali stanno in prima linea tra i meccanismi associati che intervengono in queste patologie.

La teoria dei germi di Robert Koch affermava che ogni patologia era portata da un germe o da agenti capaci di apportare alterazioni negative nel corpo. Ma innegabilmente non tutti gli individui che venivano a contatto con il germe si ammalavano, anzi alcuni erano capaci di attivare un EQUILIBRIO BIOLOGICO che impediva ai germi di svilupparsi. Dove stava la differenza? La differenza stava e sta nella BARRIERA BIOLOGICA che è un filtro selettivo capace di bloccare il germe. Dal 2017 l’attenzione si è concentrata sulla barriera biologica per tutte le malattie allergiche, autoimmuni e infiammatorie croniche.

La barriera di ogni tessuto ha la sua particolarità e i suoi meccanismi di difesa e noi   siamo diventati sempre più delicati e vulnerabili perché le nostre barriere sono spesso alterate. La prima grande barriera è data dall’integrità dell’epidermide. Il metabolismo della pelle e i suoi numerosi strati sono una forte protezione che -per esempio- nella psoriasi viene meno. La quantità di acqua e grassi che la compongono sono una buona difesa dall’esterno. I grassi sono fondamentali per l’impermeabilità e li sottolineiamo perché faranno parte della terapia. Le altre barriere interne, differentemente dell’epidermide, hanno spesso un solo strato di cellule e sono più delicate. Così è la barriera respiratoria, per esempio.  La barriera vescicale è già pluristrato, ma non regge l’impatto con la cronicità.

Ogni malattia neurodegenerativa ha questa genesi e l’alterazione si realizza nella barriera ematoencefalica.  Questa è una barriera complessa con cellule molto differenziate.   Quando si verifica un deficit di una qualsivoglia membrana periferica questa alterazione a livello sistemico arriverà a coinvolgere la membrana encefalica. Quindi un’alterazione cronica della membrana intestinale o altre andrà ad influire sul sistema nervoso .

La dieta scorretta, l’uso di farmaci, lo stress peggiorano ulteriormente la situazione.  La giusta selettività viene effettuata da un epitelio integro diversamente l’INTEGRITA’ diventa PERMISSIVITA’ e la circolazione porterà al cervello germi e tossine che  attiveranno il sistema immunitario, la MICROGLIA .

Un naturale cambiamento della selettività avviene con l’età e nella donna in menopausa con la perdita degli estrogeni, ma alcuni fattori peggiorano la situazione. L’integrità delle barriere viene mantenuta dalle giunzioni intercellulari o TIGHT JUNCTION, proteine particolari che mantengono la selettività.  Queste strutture fanno parte di tutte le mucose. Possiamo ricostruire queste giunzioni ma solitamente invece adottiamo uno stile di vita distruttivo. Oggi avendo scoperto che molte delle nostre mucose stanno vivendo lo stesso destino si parla di LEAKY BARRIERS, tombini, passaggi diretti di microrganismi, agenti infettivi e tossici. Più che di intolleranze alimentari  si può parlare  di intossicazione globale. .

Esiste un collegamento diretto attraverso il nervo vago prima ancora che attraverso i neurotrasmettitori che arriva direttamente nella membrana cerebrale. Questo può già iniziare già nel bambino a causa di latti inadatti, alimenti contaminati quando la loro barriera è ancora incompleta e l’intero organismo ne risente. La barriera dovrebbe dare la tolleranza ma se ci sono queste fenditure non riesce a farlo e nel tempo diviene cronicità.

Il cervello non è l’unico a risentirne. Gli ultrasuoni, i campi elettromagnetici, le alterazioni delle molecole alimentari che noi assumiamo quotidianamente come Il glutine, gli oli industriali, i conservanti, gli edulcoranti, i farmaci, gli ormoni i metalli pesanti danneggiano l’organismo. Non rimane altra scelta se non rafforzarci.

Ci troviamo ad affrontare la malattia infiammatoria cronica, il colon irritabile che causa la permeabilità della barriera. Questo può produrre cistiti. Un’altra causa è la malattia metabolica o Diabete di tipo 3 che altera la situazione del cervello e ha inizio dall’abuso dello  zucchero.  Ecco i 5 meccanismi che minano l’assone, le sinapsi, l’alterazione del mitocondrio, la memoria, capacità creativa ecc.

Cosa possiamo fare se i tossici non possiamo eliminarli?  Rafforziamo le mucose con l’Acido butirrico capace di ricostruire le tight junction. L’acido butirrico può essere prodotto anche dalla fermentazione delle fibre vegetali e frutti, o di quelle già fermentate, viene metabolizzato dagli enterociti e ripara le mucose danneggiate. Il grasso calma il tessuto immunitario che disgrega la membrana: per fortuna il processo è reversibile.

Utile anche una  prevenzione o terapia alimentare che plachi l’acidosi. L’Acido butirrico concentrato negli stati acuti agisce subito sulla membrana disinfiammandola. Utile è anche l’Esperidina in grado di reinsegnare agli enterociti a ricostruire le proteine delle tight junction. Altrettanto lo sono i fitocomplessi Whitania e Bacopa , le vitamine liposolubili, la Piridossina capace di mantenere l’integrità della mielina.

Cogliamo l’aiuto dei minerali traccia che attivano le vitamine, combattiamo l’ossidazione con l’uso delle spezie, rosmarino, cannella, curcuma, chiodi di garofano che attivano la rigenerazione. Usiamo chelanti naturali come l’aglio e la cipolla o la zeolite, che ci depurano dai metalli pesanti. Gli oli essenziali vanno bene perché utilizzano le vie nasali e questa volta non per intossicare ma per depurare.  E infine concediamoci un bel sonno ristoratore che più che mai è il primo rimedio curativo e depurativo.

 

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